Io Eleonora Tripodi non la conoscevo.
E non conoscevo neanche il marito. E neanche la mamma o il padre o la nonna. Se non me lo avesse detto il TG, io il marito, la mamma, il padre o la nonna non li avrei neanche mai visti.
Percorro la strada ripida in salita che porta alla chiesa di S. Domenica e sento dietro di me i passi di una, due, tre persone. Sembrano seguirmi.
Fanno strada altre due, tre persone che si sentono seguiti da me, mentre altre sono sull’uscio o sulla veranda delle loro ville, in silenzio, seri, quasi incuranti del mondo fuori dal loro cancello.
Il sole è ancora alto, teso.
La strada ora è pavimentata e comincia a popolarsi di altre persone. Vedo solo piedi, a tratti gambe e busti. Non guardo in faccia nessuno. Ecco, ci sono quasi. Mi fermo dietro una folla composta subito dopo la fine della salita. Un applauso segue alle parole del parroco: che questo sacrificio non sia inutile. Attendo in silenzio, mentre intorno qualcuno saluta qualcun altro e chiede come sia potuto accadere. Leggi il seguito di questo post »

Sono quasi le 23 e sto ancora riguardando i miei appunti. Arriviamo che Antonio è sul divano con un sorriso smagliante e nonostante dica a tutti che sta male tutti stanno lì intorno a lui a presentarsi e ridere e parlare come se niente fosse.
Penso che nella vita sia tutta una questione di gran fondoschiena.
Qualche giorno fa mi ha chiamato Carlotta.
“ciao che fai?”
“bacini”
Ero davanti alla Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano quando cominciò a piovere. In Irlanda la pioggia era una consuetudine. A Milano, a fine marzo, non so.
Sabato notte è venuto a mancare il professor Giorgio Melchiori, professore emerito dell’Università Roma Tre. Critico dagli interessi più disparati, ma anche padre, marito e soprattutto uomo che ha sopportato con stoicismo e dignità il dolore e la sofferenza che la vita gli ha riservato.