Harmonies and Words

in the Pool of Time

  • Tutti soffrono all’idea di scomparire non visti e non uditi in un universo indifferente, e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole. Milan Kundera

    Siamo ciò che siamo perché è quello che meritiamo di essere.
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James Joyce’s Voyage in Italy (Saint-Gérand-le-Puy, 27-29 giugno 2008)

Posted by mnemosineeorfeo su ottobre 2, 2008

S.Gerand Le PuySi è svolta dal 27 al 29 giugno 2008 l’annuale manifestazione “Le Jour d’Ulysse” nel piccolo centro francese di Saint-Gérand-le-Puy, nei pressi di Vichy. L’evento è stato organizzato dal centro di ricerca CARMA dell’Università di Lione 2 e dall’Università Jean Moulin di Lione 3, in collaborazione con la città di Saint-Gérand-le-Puy e i professori coinvolti nell’organizzazione sono stati Francia Ruggieri, Jacques Aubert e Pascal Bataillard. L’obiettivo del simposio è stato, come ogni anno, quello di ricordare il soggiorno di James Joyce e Nora Barnacle proprio in questa zona tra il 1939 e il 1940.

Il convegno di quest’anno, con il titolo “James Joyce’s Voyage in Italy” ha voluto porre l’accento sui rapporti di James Joyce e l’Italia, avvalendosi di presenze di fama internazionale.Carla Marengo dell’Università di Torino ha tenuto una conferenza su “James Joyce: Argonaut on the Adriatic”. Marie-Dominique Garnier dell’Università di Parigi 8, prendeva spunto dalla firma di James Joyce a una lettera dell’8 settembre 1920 “Jacomo del Olio, sudito botanico: Giacomo of the Oil and the botanic subject”. Jean-Michel Rabaté, University of Pennsylvania, è intervenuto con una relazione dal titolo “From Giacomo II to Pius XII: James Joyce, the saintly heretic”. La psicanalista Annie Tardits, Jacques Aubert dell’Università di Lione 2 e Jacques Le Brun dell’Ecole Pratique des Haute Etudes, hanno discusso il tema “Le péché, l’ecriture de la faute: du salut à l’impossible”.

Franca Ruggieri dell’Università Roma Tre ha coordinato il gruppo “Reading Joyce in Italy”. In questo ambito Maria Domenica Mangialavori ha ripercorso gli anni di Joyce a Trieste ed ha messo in evidenza il contributo del gruppo di ricerca dell’Università di Trieste, mentre Fabio Luppi si è concentrato sul soggiorno romano di Joyce basandosi sulle lettere e sul volume Joyce in Rome curato da Giorgio Melchiori nel 1984. Franca Ruggieri ha poi presentato l’attività di ricerca che ruota intorno alla collana Joyce Studies in Italy e il nuovo progetto editoriale della Piccola Biblioteca Joyciana. Significativi sono stati inoltre i contributi di Federico Sabatini “The Poetics of the (In)finite in James Joyce and Giacomo Leopardi” e di Teresa Prudente “Transmuting Languages: the Re-definition of Realism from Petronius to Joyce and Gadda”, entrambi dell’Università di Torino.

La mostra “Hommage à Roger Blanchon”, illustratore di “Le Chat et le Diable”, di James Joyce e la visita della mediateca “Valery Larbaud” a Vichy e dei luoghi dove Joyce ha soggiornato – tra cui l’Hotel de la Paix e le Chateaux “La Chapelle” – hanno arricchito l’incontro e contribuito a riportare alla luce alcuni aspetti meno noti degli ultimi anni della vita dello scrittore irlandese.

[Maria Domenica Mangialavori, newsletter n. 52 – ottobre 2008 – dell’Associazione Italiana di Anglistica ]

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