Harmonies and Words

in the Pool of Time

  • Tutti soffrono all’idea di scomparire non visti e non uditi in un universo indifferente, e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole. Milan Kundera

    Siamo ciò che siamo perché è quello che meritiamo di essere.
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Take That: platino per “The Circus”

Posted by mnemosineeorfeo su gennaio 22, 2009

Take That The CircusErano tornati insieme nel 2005 per celebrare i 10 anni dal loro scioglimento ma in realtà quell’incontro segnò la rinascita della boy band più famosa degli ultimi decenni. Oggi i Take That sono disco di platino per il loro ultimo album, “The Circus”, il loro quinto disco in studio, in tutti i negozi di dischi dalla fine di novembre 2008.

“The Circus” era stato anticipato dal singolo Greatest Day in radio dal 13 ottobre, con un grande consenso di pubblico tale da consacrare il successo dell’album, per 5 settimane in vetta alle classifiche inglesi. Il disco è stato presentato alla stampa internazionale a Parigi il primo dicembre scorso, di fronte a milioni di fan in delirio per la performance della band ispirata al tema dell’album.

Di certo è un titolo evocativo quello del nuovo album dei Take That, ma non originale. Nello stesso periodo Britney Spears segna il suo ritorno sulla scena mondiale con “Circus”, il suo sesto album in studio. Il secondo singolo che dà il titolo all’album celebra la voglia di protagonismo della cantante, che si rifà all’arte circense solo per traslarla in forma di spettacolo pop, in cui le grandi star intrattengono il pubblico che osserva esaltato dalla platea uno show di successo sicuro. Nulla a che fare con lo spirito giocoso, positivo e artistico che il circo riporta in vita, da secoli, con i suoi artisti.

Ma, se il singolo di Britney Spears è pop, ritmico, energetico, il corrispettivo dei Take That, The Circus, è una ballata melodica e malinconica, dove il protagonista non è una star del mondo dello show-biz ma un semplice clown caduto tante volte durante le esibizioni, che ha fatto fatica a rialzarsi ma che ha potuto farlo grazie al sostegno delle persone che in lui hanno creduto e che di lui hanno stimato le grandi capacità artistiche. Una metafora della vita vera, fatta di alti e di bassi, di grandi successi ma anche di qualche momento di sconforto. E mentre Britney Spears è sempre alla ricerca delle luci della ribalta, i Take That propongono una visione più mite dell’esistenza: i loro dischi rappresentano, quindi, l’urlo del successo contro il silenzio, quel momento di pausa e di riflessione indispensabile per ripartire con più convinzione.

Non è un caso che The Circus sia seguito da How did it come to this, una canzone ritmata, tutta in tonalità maggiore e con una melodia in ascesa, che celebra il rispetto per gli altri in un mondo spesso votato all’omologazione creduta “normalità”.

Il disco alterna, così, brani più melodici e riflessivi a ritmi più vitali e movimentati, che non cercano certo di stupire come quelli di Britney Spears, perché tesi alla coerenza, all’affermazione della linea discografica della band, fatta di successi sicuri, e che non rischia, per questo, con innovazioni armoniche, strumentali, ritmiche che potrebbero far pensare a un cambio di rotta sulla scena musicale. I Take That sono così: simili sempre a se stessi, com’erano negli anni ’90.

Un appunto positivo però bisogna farlo, e riguarda la scelta della metafora circense. La copertina dell’album li ritrae in bilico sulle corde sospese nel vuoto: Gary, Jason, Mark e Howard sono funamboli, equilibristi in bilico tra il loro passato di successo e il loro presente vissuto da uomini maturi. E non si può certo negare che abbiano dimostrato che un equilibrio artistico, loro, lo hanno trovato e non hanno nessuna intenzione di perderlo.

PER SAPERNE DI PIU’:

Pubblicato il 19 gennaio 2009 su www.ghigliottina.it

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