Harmonies and Words

in the Pool of Time

  • Tutti soffrono all’idea di scomparire non visti e non uditi in un universo indifferente, e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole. Milan Kundera

    Siamo ciò che siamo perché è quello che meritiamo di essere.
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Il fenomeno Arisa e le canzoni dell’album

Posted by mnemosineeorfeo su aprile 8, 2009

arisaL’album Sincerità è uscito lo scorso 20 febbraio, quando ancora il Festival di Sanremo non si era neanche concluso e lei, Arisa, non aveva ancora trionfato. Un titolo semplice, ripreso dal brano che le ha permesso di conquistare la medaglia d’oro delle Nuove Proposte 2009 e il premio della critica Mia Martini a Sanremo, che cela un mondo fatto di buoni sentimenti, sogni, speranze. Le parole chiavi di questo album di 10 canzoni firmate da Giuseppe Anastasi, Marco Conidi e Maurizio Filardo, sembrano essere appunto speranza, ironia, positività.
Il primo brano, “Sincerità”, richiestissimo, è stato uno dei più ascoltati in tutte le radio italiane.
Ora, Arisa, torna a calcare la scena ancora con il suo look eccentrico, un po’ Charlie Chaplin, un po’ anni Sessanta, un po’ (diremo da ora in poi) “Arisa”, con il singolo “Io sono”, specchio di una generazione costretta a pagare l’affitto forse per sempre, a “sognare” una famiglia e una casa semplice ma propria perché non può permettersela.

La canzone racconta infatti il sogno di una ragazza di buoni sentimenti, senza grandi pretese, che riscopre i valori della bontà e della compagnia, dell’amicizia e dell’affetto disinteressato.
“Pensa così” è invece un inno a scoprire le potenzialità di ognuno di noi: un modo certamente originale se si sceglie la forma della favola per esprimere un concetto che nelle canzoni sembra, di solito, essere centrale. Come nelle favole di Esopo, infatti, anche qui i protagonisti sono animali e vi è una morale, semplice, quasi banale, ma assolutamente vera: “Ognuno ha qualcosa dentro di sé e basta cercarla veder di trovarla capire dov’è”.

“La mia strana verità” racconta la speranza e la fiducia nella comprensione dell’altro, mentre “Te lo volevo dire” sembra discostarsi dalle sonorità delle altre canzoni, e parla di un amore finito e della conseguente messa da parte dell’argenteria: la dote che la famiglia aveva preparato con cura per la ragazza che stava per sposarsi diventa simbolo della tradizione tradita da un uomo senza scrupoli. Ma Arisa non si arrende.

In “Abbi cura di te” non si abbatte per la fine di una storia, anzi, canta con convinzione la speranza di ritrovare l’amore, augurando al suo ex di aver cura di sé: una storia surreale, che non prende in considerazione le pene d’amore, ma che spinge a riflettere sulla possibilità, nella vita, di ripartire con più grinta dopo i momenti difficili. Arisa sembra però metterci in guardia: “L’uomo che non c’è” racconta infatti della convinzione, molto spesso falsa, di aver trovato la persona giusta, perfetta, impeccabile, solo dopo pochi giorni da quando la si è incontrata. Così, passa a “Piccola rosa”, una dolcissima ninna nanna dedicata al frutto dell’amore, un testo e una musica diversi dalle altre canzoni dell’album, come “Com’è facile”, dalle sonorità jazz, in cui si evidenziano ancora una volta le qualità sonore e la versatilità della voce della cantante. Chiude l’album “Buona notte”, un augurio di serenità a tutti, giusti, sbagliati, belli e bravi.

Arisa è ormai diventata un personaggio. Scopriamo da un’intervista delle Iene che la voce che conosciamo nasce dalla sua volontà di non utilizzare il diaframma, che si è diplomata con 64/100, che i suoi professori avevano timore di pronunciare il suo cognome, che le regalano i vestiti e che condivide la casa con altre ragazze a Roma.

Aveva ragione il professor Meluzzi che, nella scorsa puntata di “Questa Domenica”, dove Arisa era andata a presentare il suo nuovo singolo, “Io sono”, aveva affermato quanto ormai quei vestiti e quegli occhiali buffi avessero conquistato il cuore delle persone ma che nascondono, in realtà, una ragazza come tante altre.

Davvero complimenti a chi ha avuto l’idea di far parlare della semplicità attraverso la falsa eccentricità. Assolutamente vincente.

PER SAPERNE DI PIU’:

L’intervista di Arisa alle Iene

Pubblicato il 6 aprile 2009 su www.ghigliottina.it

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