Harmonies and Words

in the Pool of Time

  • Tutti soffrono all’idea di scomparire non visti e non uditi in un universo indifferente, e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole. Milan Kundera

    Siamo ciò che siamo perché è quello che meritiamo di essere.
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Il beneficio del dubbio

Posted by mnemosineeorfeo su maggio 28, 2009

luce faroQualche giorno fa mi ha chiamato Carlotta.
Mi ha chiesto come stavo e, senza lasciarmi il tempo di rispondere, ha cominciato a raccontarmi come stava andando in quel periodo la sua vita.
Ha detto che non ha ancora trovato una rotta, la luce, quel faro che l’aiuta a seguire un percorso forse fatto di epifanie.

Io ascoltavo senza cogliere il senso delle sue parole.

Carlotta quella mattina si è fermata a pensare guardando il cielo distesa su un prato. Pare abbia scorto, così, col naso in su, una nuvola che sembrava un castello di panna. Ha chiuso gli occhi e ha cominciato a fantasticare.

Chissà quanto diversa sarebbe stata la mia vita se fossi nata in un castello. Se mia madre fosse stata una regina e mio padre un re. Se fossi stata circondata da cavalieri e dame, se fossi stata bionda e alta. Chissà come sarebbero stati i rapporti con quelli più poveri di me.

Poi ha riaperto gli occhi e ha visto una nuovola che a lei sembrava somigliasse tantissimo a un treno.
Un treno piccolissimo.

Chissà, ha pensato Carlotta, perché quel treno è così piccolo. Di solito i treni hanno tantissimi vagoni.
E chissà che quel treno non sia proprio il mio treno?

Carlotta si era fermata ancora per qualche minuto a guardare il cielo ora sgombro di nuvole. C’era molta gente al parco.

Forse non vi ho mai detto chi è Carlotta. Carlotta è una piccola stella che si concede quasi sempre il beneficio del dubbio.

Un giorno per esempio mi ha raccontato come la sua strada a un certo punto si era fatta sempre più buia. Sembrava che fosse sparito il sole solo per lei. La gente intorno a lei era illuminata. Ma lei no. Si chiedeva se quella era una punizione divina per quello che aveva pensato. Si chiedeva il perché di tanta indifferenza di fronte al buio della sua strada. Non mi aiuta nessuno? Chiedeva Carlotta ai passanti ignari del suo smarrimento.

Come tutte le persone sagge anche la piccola stella Carlotta, in un momento di profonda difficoltà, si fermò ad aspettare che tornasse la luce. Pianse, Carlotta, e mentre pensava a come fare per uscire da quel tunnel, si addormentò.

Il suo sonno non fu tranquillo. Pensò in quel momento a quante persone vivevano la sua stessa condizione di dubbio e di smarrimento. Pensò a quanto il genere umano può essere cattivo e quanto potesse essere bello avere la compagnia di un piccolo cagnetto. Io non amo i cagnetti, dissi a Carlotta. Mi fanno paura. Lei però mi rispose che a volte è molto meglio godersi la compagnia di un cagnetto che quella di persone insolenti. Beh, le dissi, certo, è facile così. Preferisci il cagnetto perché non può rispondere, non può parlare. I rapporti umani sono difficili, è vero. Carlotta mi ha detto che per lei i rapporti umani sono difficilissimi. Che offre sempre l’altra guancia e si rende disponibile con tutti. Poi mi ha detto che valuta la bontà delle persone dalla dolcezza del loro viso.

Pensai che anch’io a volte mi trovo a valutare le persone dall’aspetto esteriore.

Ma lei mi dissi che era diverso. Non si trattava di un giudizio sul modo di vestire, sulle scarpe firmate, sugli occhiali all’ultimo grido. Si trattava di vedere quante rughe ci fossero su quel volto, di quanti sorrisi quel volto ti regalasse. Dice che la nonna della nonna diceva sempre che il volto è lo specchio dell’anima. E lei ci credeva.

Carlotta chiuse la telefonata dicendo che le dispiaceva lasciare la città senza salutarmi ma che doveva farlo. Le dissi che l’avrei aspettata e che speravo di ritrovarla più serena.
Lei mi disse che la serenità dell’anima è qualcosa di irraggiungibile se la cerchi negli altri.
Io non capii ma lei mi disse un ciao frettoloso e abbassò il ricevitore.

E’ passata una settimana da quella telefonata e ancora Carlotta non è tornata.

26 maggio 2007

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