Harmonies and Words

in the Pool of Time

  • Tutti soffrono all’idea di scomparire non visti e non uditi in un universo indifferente, e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole. Milan Kundera

    Siamo ciò che siamo perché è quello che meritiamo di essere.
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E dopo l’amnesia ricominciò a vivere

Posted by mnemosineeorfeo su settembre 17, 2009

AmnèsiaAmnèsia è la storia di Matteo Caccia, un trentatreenne milanese colpito, nel settembre del 2007, da un’amnesia retrograda globale che ha cancellato dalla sua memoria tutta la sua vita passata.
È in un auditorium, a un concerto di una pianista, che probabilmente conosce ma non se lo ricorda, quando si guarda intorno spaesato e non riconosce nessuno. Come se fosse colto da un senso insopportabile di oppressione claustrofobica, cerca la luce, l’aria, un segno che possa aiutarlo a capire cosa gli sia successo.
La segreteria telefonica del suo cellulare gli restituisce il messaggio di una voce femminile che si firma “mamma”, e in una tasca dei suoi vestiti trova il numero di telefono di una tale che risponde al nome di Eva. È così che Matteo tenta di ricostruire la sua vita, cercando indizi che possano aiutarlo a ritrovare il senso della sua esistenza, provando a gustare tutte quelle piccole cose che prima ignorava.

Piccoli gesti, poche e sincere parole che Matteo riceve da persone che sembrano dimostrare, a uno smemorato, il loro affetto disinteressato. Il risveglio, ogni giorno, è per Matteo un momento incredibilmente affascinante, come un giro in vespa in una fresca mattina d’autunno, una doccia calda dopo una dura giornata di lavoro.

Per Matteo, tutto è relativo. Non si ri-conosce, ma riscopre la propria identità a contatto con le persone che dicono di conoscerlo, con gli oggetti e i vestiti che si ritrova in una casa che pare fosse sua, con esperienze che pare stia vivendo per la prima volta. Come quel viaggio sulla barca, Oblomov, che neanche ricordava di avere, che lo porta in alto mare, su nuovi lidi, e poi di nuovo a casa. Un viaggio che è il simbolo della volontà di ricominciare a vivere, di provare a guardare alla propria esistenza con occhi diversi, puri, intrepidi. Perché “a volte basta davvero poco” per ritrovare la luce anche nel buio più totale.

Riferimenti bibliografici

  • Matteo Caccia – Alessandro Genovesi, Amnèsia, Mondadori, Milano 2009

Pubblicato su Il Pendolo il 16/09/2009

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