Harmonies and Words

in the Pool of Time

  • Tutti soffrono all’idea di scomparire non visti e non uditi in un universo indifferente, e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole. Milan Kundera

    Siamo ciò che siamo perché è quello che meritiamo di essere.
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Irlanda mon amour

Posted by mnemosineeorfeo su aprile 18, 2010

Negli ultimi anni l’Irlanda è stata la meta più ambita della nuova generazione di italiani, e non solo. La storia e la cultura dell’isola di smeraldo, terra di miti e leggende dal fascino ineguagliabile per le loro caratteristiche favolose, hanno conquistato decine e decine di studenti e appassionati della sua musica, dell’arte e dei suoi miti letterari.

Il vero mito dell’Irlanda moderna nasce a partire dagli anni Novanta, quando la Celtic Tiger porta l’economia irlandese all’apice del boom economico fino a soli pochi anni fa. Flotte di studenti e lavoratori sbarcano a Dublino, Cork, Galway con l’intenzione di imparare l’inglese, allontanarsi dalla famiglia ed emanciparsi economicamente.

Dublino prende il posto di Londra come meta privilegiata per le vacanze studio ma anche per trascorrere brevi e fortunati periodi di lavoro. Probabilmente perché gli irlandesi godono di una fama migliore rispetto a quella degli inglesi, freddi e fin troppo educati, sicuramente complici anche i voli Ryan Air e, per un periodo, quelli della compagnia di banidera Aer Lingus, che permettevano di raggiungere Dublino con soli 30 euro a tratta e qualche volta anche a prezzi più bassi.

L’Irlanda ha dato un’occasione preziosa anche a chi, in Italia, si trovava ad affrontare lunghi periodi di disoccupazione o si vedeva costretto a lavorare sottopagato o a seguire degli stage senza alcuna prospettiva di assunzione.
Il mondo dell’informatica è stato quello che più ha beneficiato di questo periodo di rapida crescita economica, ma non sono mancate grandi possibilità anche nel mondo dell’edilizia e dei call center, dove lo stipendio di un semplice addetto alle telefonate outbound poteva raggiungere la soglia dei 1700 euro, cifra assolutamente impensabile in Italia per questo tipo di mansione.

Oggi il mito dell’Irlanda ricca è un po’ crollato, ma rimane invariato quello dei pub e della Guinness, del Whiskey e del Baileys, dell’alta qualità della vita, del basso tasso di criminalità e soprattutto della vita notturna in città come Dublino e Galway, che pullulano di studenti provenienti da ogni parte del pianeta, alla ricerca di un’opportunità, della libertà ma anche dell’ospitalità irlandese e di quelle mitiche tradizioni che tanti scrittori, primo fra tutti James Joyce, hanno omaggiato nelle loro opere.

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