Harmonies and Words

in the Pool of Time

  • Tutti soffrono all’idea di scomparire non visti e non uditi in un universo indifferente, e per questo vogliono, finché sono in tempo, trasformare se stessi nel proprio universo di parole. Milan Kundera

    Siamo ciò che siamo perché è quello che meritiamo di essere.
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Archive for the ‘Consiglio di leggere perché…’ Category

Il ricordo dell’infanzia di Ugo Foscolo

Posted by mnemosineeorfeo su febbraio 20, 2010

Composto tra il 1802 e il 1803, A Zacinto celebra l’isola greca di Zante dove Ugo Foscolo ebbe i natali e trascorse i primi anni della sua infanzia. Come tutti i sonetti foscoliani, densi di sentimenti contrastanti che oscillano tra la nostalgia di beni perduti e la disperazione per la loro perdita, anche questo canto alla terra “materna” si risolve in un nostalgico e malinconico sfogo di moti interiori.
Il poeta, esule e solo, ricorda e rimpiange da uomo infelice i luoghi della sua fanciullezza. Così, Zacinto risorge, nell’ampio universo del ricordo, in tutto il suo fascino, come simbolo di quel mitico mondo pagano che il poeta ha sempre vagheggiato come modello perfetto di bellezza. I temi del ricordo, della bellezza e dell’esilio tessono infatti la loro trama attraverso una serie di riferimenti al mito greco, alla bellezza del “primo sorriso” di Venere, al “diverso esiglio” dell’Ulisse omerico. Leggi il seguito di questo post »

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E dopo l’amnesia ricominciò a vivere

Posted by mnemosineeorfeo su settembre 17, 2009

AmnèsiaAmnèsia è la storia di Matteo Caccia, un trentatreenne milanese colpito, nel settembre del 2007, da un’amnesia retrograda globale che ha cancellato dalla sua memoria tutta la sua vita passata.
È in un auditorium, a un concerto di una pianista, che probabilmente conosce ma non se lo ricorda, quando si guarda intorno spaesato e non riconosce nessuno. Come se fosse colto da un senso insopportabile di oppressione claustrofobica, cerca la luce, l’aria, un segno che possa aiutarlo a capire cosa gli sia successo.
La segreteria telefonica del suo cellulare gli restituisce il messaggio di una voce femminile che si firma “mamma”, e in una tasca dei suoi vestiti trova il numero di telefono di una tale che risponde al nome di Eva. È così che Matteo tenta di ricostruire la sua vita, cercando indizi che possano aiutarlo a ritrovare il senso della sua esistenza, provando a gustare tutte quelle piccole cose che prima ignorava. Leggi il seguito di questo post »

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Joyce in Progress: Proceedings of the 2008 James Joyce Graduate Conference in Rome

Posted by mnemosineeorfeo su settembre 10, 2009

Joyce in ProgressThe essays gathered in Joyce in Progress are the fruit of the First Annual Graduate Conference in Joyce Studies held at the Università Roma Tre in February 2008, and organized by the James Joyce Italian Foundation. They are a testament to the enduring fascination of Joyce’s writings and the ongoing liveliness of debate about the writer and his works and contexts.
There is a wide array of genuine research on show here, which looks at Joyce from a variety of angles, focusing on his deeply complex autobiographical fiction through genetic studies, post-colonial studies, eco-criticism and intertextual and multi-modal approaches.
This volume offers ground-breaking multi¬disciplinary readings and usefully connects Joyce’s work with that of contemporary writers, rivals, followers, and successors. Leggi il seguito di questo post »

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“L’aquilone” di Giovanni Pascoli: le due facce del ricordo

Posted by mnemosineeorfeo su luglio 2, 2009

L'aquiloneL’aquilone di Giovanni Pascoli racconta un episodio controverso dell’infanzia del poeta, in cui la gioia e la felicità di un ricordo del passato si uniscono all’amarezza per la morte di un compagno del collegio.
In ventuno terzine in versi endecasillabi, Pascoli ribadisce un concetto che è diventato il cardine degli studi sulla memoria: il ricordo è un elemento bifronte, che può riaccendere sentimenti di pura e incontaminata nostalgia, ma anche intensi momenti di dolore. Come il X Agosto, in cui Pascoli rievoca la morte del padre da cui era rimasto profondamente scosso, anche L’aquilone è una “poesia della memoria”, in cui si parla di una morte prematura, tanto violenta quanto inaspettata.

Tutto il componimento è costruito su un lungo flashback, in cui Pascoli rievoca, in un’inattesa giornata di sole dell’inverno siciliano, le gioiose giornate di vento primaverili della sua infanzia al collegio degli Scolopi ad Urbino. È il ricordo di un altro tempo e luogo, generato attraverso quel processo di associazioni di pensieri e sensazioni che avrebbe costituito il cardine della narrativa di scrittori come Proust, Joyce, Woolf. Leggi il seguito di questo post »

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Jovanotti presenta “La parrucca di Mozart”

Posted by mnemosineeorfeo su giugno 9, 2009

parrucca di mozartLorenzo non smette mai di stupire. Dal 29 maggio è disponibile, in tutte le librerie, il suo nuovo lavoro musico-letterario, La parrucca di Mozart, pubblicato da Einaudi. Un libro, questa volta, e non un disco. Ma non un libro qualsiasi, non un resoconto di viaggio come Il grande Boh. Questo libro non è certo un romanzo, una biografia o una raccolta di racconti ma un vero e proprio libretto d’opera, un omaggio all’opera di Wolfang Amadeus Mozart, genio precoce dal talento straordinario se comincia a suonare il clavicembalo a tre anni e a comporre a 5 e se, alla prematura morte a soli 35 anni, lascia alla storia della musica mondiale più di seicento opere.

Pare che Lorenzo Cherubini-Jovanotti si sia completamente immerso nell’ascolto della musica del compositore austriaco e nella lettura del suo epistolario, che comprende centinaia di lettere che offrono un’immagine del musicista inedita, umana, quotidiana. Solo così ha potuto cogliere, rielaborare e restituire il segreto e la magia della musica senza tempo di Mozart. Un’operazione, certo, pretenziosa, che travalica i confini della semplicità per entrare in quelli della quasi-impossibilità. Perché raccontare il genio di Mozart significa dover penetrare un mistero che rimane oscuro da secoli. E allora, come ha anche affermato Lorenzo, da e in quel mistero si rimane irretiti, inermi, estasiati. Leggi il seguito di questo post »

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Gabriel Conroy protagonista di “The Dead” di James Joyce

Posted by mnemosineeorfeo su maggio 2, 2009

joyce-the-dead“The Dead” è considerato il racconto più riuscito della raccolta Dubliners, pubblicata nel 1914 dall’editore Grant Richards come un libro organico di quindici racconti incentrati su quella “paralisi” che sembrava aver colpito i dublinesi e la città di Dublino all’inizio del XX secolo.
Scritto tra luglio e agosto del 1907, quando Joyce era di ritorno a Trieste dopo un breve soggiorno a Roma, “The Dead” è solitamente considerato “a ghost story”, ma è soprattutto un racconto musicale e una storia di richiami memoriali, dove la memoria e la musica sono fili sottili che si alternano e si intrecciano, si accordano durante la festa e creano un’eco simbolica e duratura che alla fine del riverbero lascia spazio a un silenzio quasi surreale in cui si svolge la meditazione del protagonista, Gabriel Conroy. Gabriel medita sullo stato delle cose nel suo presente, ma anche su ciò che è stato e ciò che sarà sua vita. Leggi il seguito di questo post »

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Le intermittenze della morte di José Saramago

Posted by mnemosineeorfeo su dicembre 5, 2008

Le intermittenze della morteEsiste un luogo, lontano e indefinito, in cui la signora morte si adopera a pianificare la fine dell’esistenza delle sue vittime.
Esiste anche un luogo dove la morte decide di non agire e di assistere, impassibile e crucciata, al dipanarsi del destino degli uomini tra le pieghe della loro inaspettata vita eterna. Come se lei, forza incontrastabile e imprevedibile, potesse anche non arrivare, per un po’, per nessuno.

È questo lo scenario che si presenta agli occhi del lettore di Le intermittenze della morte di José Saramago, un romanzo che è nello stesso tempo una storia di vita e di morte, di determinazione e di umanità. Leggi il seguito di questo post »

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Il lupo della steppa di Hermann Hesse

Posted by mnemosineeorfeo su novembre 21, 2008

Namibia 2007Harry Haller è un intellettuale borghese che non accetta la vita. Fissa allora, allo scoccare del suo cinquantesimo anno di età, la data per porre fine alla sua esistenza con uno squallido rasoio. Se non che, Erminia, suadente e affettuosa, figura misteriosa cui Haller consegna il suo essere, lo aiuta a riscoprire la bellezza del presente e del passato, a provare i brividi legati all’abbandono alla passione amorosa e alla danza, riconsegnandolo così alla vita. Leggi il seguito di questo post »

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